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Un pomeriggio dal guaritore

Sabato, 01 Ottobre 2016 21:50
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Da quando e' uscito il film “mangia prega ama” interpretato da una Julia Roberts in cerca di se stessa, pare che una delle mete preferite delle donne single che arrivano a Bali sia quella di vistare un guaritore o balian che possa risolvere le loro pene amorose. Purtroppo non esistono statistiche a riguardo, ne sappiamo se poi alla fine queste donna abbiano trovato l’amore, ma cercherò’ di raccontarvi lo mia esperienza cercando di essere il più realistico possibile.

Premetto che ho una conoscenza professionale delle discipline sanitarie ma nonostante ciò l’ approccio a questa esperienza non è stato spinto solamente dalla sola curiosità e dal dovere di cronaca.


Secondo il principi della medicina tradizionale sia cinese che balinese le malattie sono la conseguenza di uno squilibrio delle forze che animano ogni essere senziente e per la cura bisogna considerare il malato nella sua globalità e non focalizzarsi sul singolo sintomo.

Da un po di tempo soffro di disturbi intestinali che, malgrado le svariate visite specialistiche e i numerosi esami effettuati, la medicina occidentale non e’ stata in grado di comprendere ne di risolvere. Mi sono sempre chiesto se ci fosse qualcosa di ancestrale e profondo a causare i miei problemi, qualcosa che fosse legato alla spiritualità e che solo un esperto di guarigione spirituale potesse spiegare.

Ad agosto faceva un caldo infernale a Seminyak e di onde non c’era nemmeno l’ ombra, spinto dalla noia decido di andare un paio di giorni ad Ubud in cerca di un po di refrigerio, non pensavo minimamente ad andare da un balian. Mi Sveglio di buon mattino, faccio il pieno allo scooter e parto. In un paio di ore sono al Suka’s house bed & breakfast (che per altro vi consiglio).

Il pomeriggio scorre tranquillo fra le risaie fino a quando mi accorgo di avere qualche fastidio intestinale, come mi capita ogni tanto, ed è li che mi balena in mente l’ idea di vedere un balian. Ne avevo sentito parlare da sempre ma non molto essendo informato prendo il telefono e comincio a cercare numeri ed indirizzi su internet.

Mi sono accorto da subito che esiste un business molto florido intorno a questo fenomeno: siti, tassisti, agenzie tutti pronti a spillare soldi per farvi incontrare un balian, ma basta cercare un attimo e ne troverete uno senza dover passare attraverso terzi. La mia scelta cade su Tjokorda Rai uno dei più conosciuti ma anche dei più economici.

La mattina seguente faccio colazione e parto verso il villaggio di Puri Negari situato a sud di ubud. Senza nessuna indicazione precisa comincio vagare nella campagna in cerca della mia meta fino a quando un arguto balinese si offre di accompagnarmi per sole 5000 rupie, accetto ed in un paio di minuti di scooter mi raggiungo l’ abitazione di Tjokorda, una grande villa proprio sulla strada principale.

Entro e nel parcheggio trovo una donna di origini russe che vive in Italia la quale mi dice di avere appena finito il trattamento, chiedo se ha funzionato e mi spiega che il risultato non e’ immediato ma e necessario aspettare qualche tempo. Chiacchieriamo ancora poco poi mi dirigo verso l’ entrata della casa, costituita da vari edifici immersi nel tipico giardino balinese, seguendo il ciottolato arrivo fino al porticato dove il Tjokorda visita i suoi pazienti.

Fortunatamente sono l’ unico in quel momento ed il maestro mi riceve immediatamente, malgrado l’ eta avanzata mi accoglie con una vigorosa stretta di mano in grado di rivelare perfettamente la sua personalità. Chiacchieriamo un po e si siede su di una sedia chiedendomi di appoggiare la mia schiena alle sue ginocchia cosi da potermi toccare la testa e le orecchie.

 

balian all' opera


Avverto immediatamente la sue dita muoversi sicure tra i miei capelli facendo pressione in cerca dei punti dell’ agopuntura, poi, dopo un rapido controllo mi dice, “non trovo nessun problema, cosa posso fare per te?”. Gli spiego rapidamente i miei sintomi e, dopo avermi fatto sdraiare inizia a premere fortemente la punta di un punteruolo di legno fra le dita dei piedi.

Ad un certo punto mi accordo che la pressione di uno di questa punti mi provoca un dolore fortissimo, quasi da piangere, pure lui se ne accorge e ripete con esito positivo la prova nello stessa zona, il dolore e’ ancora più profondo questa volta.  

Tjokorda mi fa capire di avere intuito il problema, si alza e, mettendosi di fronte a me con gli occhi chiusi e comincia recitare una serie di formule magiche mentre traccia delle croci all’ altezza del mio intestino.

Il rito dura qualche minuto terminato il quale il maestro riapre gli occhi e ricomincia di nuovo a premere il punto dolente, che ci crediate o no il dolore era sparito completamente!!. Adesso sei guarito mi dice.

Vorrei parlare ancora un poco con lui ma nel frattempo arrivano altri pazienti e sono costretto a congedarmi dopo avergli lasciato la mia offerta (300.000 se ricordo bene).

A quasi un mese di distanza posso dirvi che nulla e’ cambiato, il mio intestino e’ ancora in disordine e non ho trovato nessuna moglie (grazie al cielo..) ma i soldi che ho speso non li rimpiango per niente.

Ripensando a quella esperienza non ho potuto fare a meno di pensare come anche nella medicina popolare italiana, sempre che mi sia concesso questo termine, le nostre nonne curavano alcune malattie come l’ herpes zoster, (volgarmente fuoco di sant'Antonio) e cioè pregando e facendo segni sul corpo. Lascio a voi decidere se sia semplicemente l’effetto placebo ad agire o se veramente ci siano forze superiori che trascendono dalle religioni di cui abbiamo perso ogni traccia in grado di aiutarci nei momenti di difficoltà.

1088 Ultima modifica il Martedì, 11 Ottobre 2016 01:35

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